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N. 10 giugno 2022

Professionisti di RSA: figli di un dio minore?

Consulente editoriale del numero 10 di CURA sul tema “RITRATTI DI PROFESSIONISTI”: Angela Di Giaimo (Consulente Organizzativo, Docente e Formatore)

7,50

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Professionisti di RSA: figli di un dio minore?

 

L’editoriale del #numero10: «SIAMO SOLO DIVERSI»

Raccontare meglio al mondo la nostra identità.

Sarah è una giovane donna chiusa nel suo silenzio. Vive in un istituto per sordi da quanto era bambina e non ha mai voluto imparare a parlare.
Un bel giorno arriva presso l’istituto un logopedista di nome James: un professionista appassionato che fa di tutto per aiutare i ragazzi sordi a imparare la lingua dei suoni, ovvero la nostra lingua.
La sua ostinazione fallisce solo di fronte a Sarah, dalla quale imparerà che anche la lingua dei segni ha un valore. James scoprirà che il mondo dei suoni non è per forza meglio del mondo del silenzio: sono solo diversi.

Questa è la storia di un film del 1986, il cui titolo coincide con la domanda con cui abbiamo scelto di aprire questo numero di CURA: Figli di un dio minore.

Sarah e le altre persone che comunicano attraverso la lingua dei segni non sono da meno rispetto a chi utilizza la parola. Allo stesso modo, anche noi che operiamo nel settore sociosanitario non siamo da meno rispetto, per esempio, al settore sanitario: siamo solo diversi.
Questa diversità va protetta, ma prima ancora va capita e narrata nel modo corretto. Se c’è dunque una domanda più profonda che come professionisti di RSA dobbiamo porci, essa non riguarda di quale dio siamo figli.

Se vogliamo andare alla radice della questione, chiediamoci se mai: qual è la nostra identità e come possiamo raccontarla meglio al mondo?
Giulia Dapero

 

 

Sfoglia le prime pagine della rivista.

 

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