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Oltre il COVID-19: Prospettive d’innovazione dell’assistenza per le persone anziane

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Articolo di Oscar Zanutto – ISRAA, Coordinatore di FABER Fabbrica Europa www.fabbricaeuropa.eu

Gli over 65: target privilegiato del virus
I recenti accadimenti legati a Covid-19 mettono in evidenza una serie di fatti meritevoli della nostra attenzione. Com’è noto dalle cronache le persone anziane sono tra quelle che hanno pagato, sin qui, il prezzo più caro di questa prima fase che ha colpito il paese, l’Europa ed il mondo più in generale. Gli elementi su cui ci soffermeremo rappresentano peraltro una sfida tuttora aperta alla quale conviene prepararsi in relazione alla fase due nonché a quelle che potrebbero verificarsi ciclicamente in futuro sino alla scoperta delle cure adeguate e del vaccino. In primo luogo emerge il dato statistico che vede gli over 65 quale target privilegiato del virus. Vi sono poi due elementi che caratterizzano tale fascia di popolazione:
l’Istat mette in luce come tra gli ultra settantacinquenni vi è un’alta percentuale di individui che non hanno né parenti né amici in caso di bisogno: sono quasi il 40%, con circa il 12% che può rivolgersi solo a un vicino di casa.
La maggior parte dei decessi 42.2% si è avuta nella fascia di età tra 80 e 89 anni, mentre 32.4% erano tra 70 e 79, 8.4% tra 60 e 69, 2.8% tra 50 e 59 e 14.1% sopra i 90 anni. Complessivamente, il 15.5% del campione presentava 0 o 1 patologie, il 18.3% presentava 2 patologie e il 67.2% presentava 3 o più patologie. La comorbidità più rappresentata è l’ipertensione (presente nel 74,6% del campione), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e dal diabete mellito (33,8%). “Anche se preliminari, questi dati confermano le osservazioni fatte fino a questo momento nel resto del mondo sulle caratteristiche principali dei pazienti – commenta il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro -, in particolare sul fatto che gli anziani e le persone con patologie preesistenti sono più a rischio. Si tratta di persone molto fragili, che spesso vivono a stretto contatto e che dobbiamo proteggere il più possibile”

  • circa il 70% dell’impegno dei professionisti sociosanitari insieme a quello economico è stato assorbito da tale gruppo dei concittadini.


Invecchiamento della popolazione: una sfida ormai improrogabile
Naturalmente se sommiamo a questi dati il fenomeno per il quale la maggior parte dei decessi dovuti a Covid-19 sono avvenuti perlopiù all’interno delle residenze protette per gli anziani, emerge in modo evidente e ineludibile la sfida sociale della quale la nostra società si trova a dover prendere coscienza: la centralità dell’invecchiamento della popolazione non più come elemento retorico e lontano da noi ma nei fatti cogente, centrale e improrogabile. Si tratta ora di organizzare una risposta complessiva a tale quadro di fragilità e di bisogno, mobilitando alcune risorse concretamente spendibili unitamente a delle soluzioni sostenibili dai sistemi di welfare.
La risposta possibile L’idea forte, già introdotta in altri paesi europei, negli Stati Uniti e in Giappone, è sintetizzabile in una parola chiave: remotizzazione del supporto e delle cure. Ovvero è necessario organizzare l’intorno sociale della persona fragile, frequentemente sola, consentendone l’immediato, agevole e diretto accesso alla comunicazione e alla supervisione dello stato di salute da parte dei familiari e dei servizi facendo sì che ella possa contattarli con il minimo sforzo e la massima accessibilità. In tal senso le sperimentazioni trasformatesi in servizi ordinariamente attivi, in taluni paesi, hanno visto la trasformazione dell’erogatore pubblico di servizi assistenziali in un aggregatore e facilitatore di relazioni capace di coinvolgere i familiari, gli amici, il volontariato e l’insieme dei servizi sociosanitari pubblici e privati attorno ad un unico protagonista: la persona anziana. Insieme al fruitore dei servizi si tratta di disegnare i percorsi di comunicazione e di accesso al suo stato di salute compatibili con le volontà e disponibilità e dei livelli di privacy che la persona intende perseguire.
In concreto, quali azioni mettere in campo? Sul piano metodologico si tratta di combinare due filosofie organizzative con grande flessibilità: quella gerarchico funzionale, che risponde alle logiche di programmazione, erogazione e controllo note, con modelli auto-organizzati in modo contestualizzato e personalizzato sulla base delle condizioni complessive della persona e del suo livello di competenze digitali. Vi sono alcuni requisiti indispensabili da soddisfare affinché ciò possa realizzarsi con successo e con grande miglioramento della qualità della vita indipendente delle persone anziane e dei costi umani organizzativi del sistema sociosanitario. Nello specifico si tratta di:

  • stimolare importanti investimenti pubblici su un vasto numero di cittadini al fine di creare delle condizioni necessarie ma non sufficienti alla produzione di un impatto socio economico rilevante dato dall’innovazione dei modelli di intervento a domicilio
  • fornire le competenze digitali agli anziani, ai familiari e agli operatori del settore sociosanitario accomunati da un’importante Digital Gap oramai non più sostenibile anche in termini di cittadinanza digitale richiesta per interagire con il mondo dei servizi.
  • garantire l’usabilità delle tecnologie: ai player tecnologici viene richiesto di superare i limiti di funzionalità e usabilità manifestati dalla maggior parte dei portali, delle applicazioni e dai device presenti del mercato nati perlopiù in risposta ad un pubblico giovane e tecnologicamente emancipato senza considerare la user-experience di utenti con basse o assenti competenze digitali.
  • coniugare la normativa relativa alla privacy ai bisogni di innovazione: emerge in modo evidente che le limitazioni introdotte dal GDPR 679/2016 hanno pesantemente inciso, rallentato e talvolta ostacolato l’implementazione di reti di solidarietà nelle quali lo scambio delle informazioni circa lo stato di salute delle persone da aiutare e la tempestività dell’intervento richiedono una fluidità comunicativa tra le parti coinvolte.


Per un futuro di vicinanza sociale
Se saremo in grado di mettere in atto, in modo sistemico, tali proposte potremo migliorare sensibilmente la percezione di vicinanza sociale, intervenire in modo pro attivo e tempestivo in soccorso delle persone fragili nella quotidianità anche quando essa dovesse caratterizzarsi da nuove epidemie nel tempo.

Fonti

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