Skip to content
“La stagione del raccolto”: il libro che trasforma il cinema in uno strumento per esplorare la vecchiaia

Data

Una carrellata, una cavalcata di cinema che corre di pagina in pagina, lasciandoci alla fine inevitabilmente, figli o genitori, anziani o giovani, diversi (e migliori) rispetto a quando eravamo partiti.

Dalla Prefazione di Michele Farina (giornalista del Corriere della Sera, Presidente di Alzheimer Fest).

Invecchiare bene con il cinema, si può?

Un’intuizione nata nel 2004 all’interno di un piccolo cinema cittadino a Trieste, dove si è condotta una rassegna cinematografica dal titolo La stagione del raccolto, la maturità della vita nel cinema. Da questa esperienza è nato nel 2021 l’omonimo libro che ha l’obiettivo di restituire alla vecchiaia uno sguardo più positivo e meno connotato dal peso o dalla perdita.

Mauro Cauzer, Francesco Mosetti d’Henry e Alan Viezzoli capiscono infatti di avere creato uno strumento potentissimo per portare avanti un dibattito su come invecchiare bene e su come dare all’espressione “invecchiamento attivo” (oggi molto in voga)un significato diverso dalla semplice eterna giovinezza.

Decidono così di trasformare l’esperienza in lettura e di farla arrivare anche a chi non ha goduto della rassegna, presentando il cinema come vera e propria “palestra emozionale” che, con l’attivazione dei neuroni a specchio, consente un’immersione a 360° in personaggi e situazioni, volta a stimolare processi di auto-consapevolezza e il sorgere di nuove sensibilità verso la senilità.

Il testo diventa di per sé un’esperienza ludica, di apprendimento e di formazione per esplorare la vecchiaia nelle sue caratteristiche e nelle sue risorse poco note, fino a scoprirla come una fase di vita piena, seppur con bisogni diversi, dove si può ancora esercitare libertà e avere margini di crescita e di maturazione del sé.

Una stagione di semina dunque, ancor prima che di raccolta a cui possiamo giungere se cambiamo sguardo sulla vecchiaia e se ci dotiamo di un atteggiamento di prevenzione, con stili di vita volti al benessere psico-fisico e al fronteggiamento attivo delle difficoltà inevitabilmente connesse alla senilità.

Gli autori non risparmiano un atteggiamento critico su alcune rappresentazioni autoriali dove si ritrae una vecchiaia stereotipata o si mette in scena una visione pregiudiziale di questa, al fine di far sviluppare una visione più realistica e meno edulcorata ma comunque valorizzante dell’anziano.

Degna di nota è anche l’esperienza letteraria: ogni film è presentato sulla base di uno specchietto che mette in rilievo i temi affrontati – dal pensionamento, alla vedovanza, alla solitudine, al vivere malattie degenerative, ai rapporti familiari – ed è seguito da una recensione e da un commento che permettono una lettura senza vincolo di consequenzialità e condotta sulla base della propria ispirazione.

Uno dei film citati nel libro è proprio “Stanno tutti bene” di Tornatore. Ve lo ricordate lì il vecchio Mastroianni che interpreta la parte di un padre che tenta di ricucire i rapporti coi figli, oramai adulti e sparsi per l’Italia? Celebre è rimasta la sua frase: «?????? ? ????? ???? ??????? ??? ???? ?’??? ?? ??????? ??????; ?????? ???? ?????? ??? ?? ?????????? ? ?????? ??? ???????». Le musiche di Morricone, poi, aiutano a restituire una fotografia della vecchiaia fatta di tristezza, di vuoto relazionale e tuttavia di riscoperta.
Difficile non empatizzare con il vecchio Mastroianni, difficile non chiedersi di fronte a quella scena: e io che frutti raccoglierò dalla mia vecchiaia?

Una formula di apprendimento e di sensibilizzazione culturale che batte forte i nostri tasti emotivi e che proprio per questo crediamo funzionerà.

Il libro verrà presentato il 12 marzo h 17.30, nel giorno di uscita, in una sessione virtuale insieme agli autori e all’editore. L’evento è a partecipazione libera previa iscrizione (clicca qui per accedere al modulo) ed è organizzato insieme all’associazione “Cinemaniaci” e della “Libreria Romagnosi” di Piacenza.

Vi aspettiamo!



«Perché alla fine, vecchi e non vecchi, una cosa bella della vita è continuare a crescere, ciascuno con la propria età, velocità, morbidità, con passo di bradipo o di ghepardo».

Ufficio stampa Editrice Dapero
adriana@editricedapero.it

Altri
Articoli

Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti, per mostrarti pubblicità in linea con le tue preferenze e migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando la navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie. Per saperne di più clicca qui.

Informativa sulla Privacy