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La lettera di Paola, educatrice di Ca’ Arnaldi (VI)

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Buongiorno,

pensando che oggi sarebbe dovuta essere una bella giornata di incontro, confronto e arricchimento in occasione del Meeting delle Professioni di Cura, ho pensato di scrivervi per mantenere anche in questo tempo «sospeso» un legame tra noi che lavoriamo in struttura per anziani e voi che ci aiutate a divulgare quanto di bello c’è e nasce nelle nostre residenze.

Nel nostro Centro Servizi di Noventa Vicentina, chiuso ormai da un mese alla visita dei familiari dei nostri anziani, la quotidianità si è sicuramente modificata, cambiando tipologia di attività, disposizione dei posti a tavola e delle aree comuni. Tuttavia il cambiamento maggiore è avvenuto perché si è re-inventato il modo di «stare» con gli anziani: dalle videochiamate due volte alla settimana ai propri cari, al momento religioso seguito in TV e non più dal vivo in residenza, alle attività manuali per la realizzazione di alberi di Pasqua fatti con roselline all’uncinetto e ovetti di pannolenci per colorare gli ambienti, fino ad un nuovo progetto con le scuole che, seppur chiuse, mantengono i contatti con i ragazzi attraverso le aule virtuali.Come servizio educatori abbiamo chiesto agli insegnanti se fosse possibile continuare a mantenere i legami che in questi anni abbiamo costruito con i bambini, ora con un’altra modalità, e la risposta è stata immediata e positiva.

Ecco che, proprio i bambini e ragazzi delle scuole di Noventa sono coloro che in questo momento particolare fanno sentire la loro vicinanza ai «nonni»: ogni giorno arrivano i loro messaggi e disegni che portano speranza, forza, emozioni positive e tanto colore! Tutti vengono appesi alle bacheche della struttura, in modo che siano ben visibili agli anziani, oppure appesi nelle camere perché possano essere il buongiorno quotidiano che ricorda che la comunità pensa a chi vive qui.

In questi giorni abbiamo anche iniziato a ricevere videomessaggi dagli studenti del liceo di Noventa per condividere le loro emozioni con gli anziani e quotidianamente riceviamo messaggi da persone comuni del territorio che ci chiedono come stiamo qui in Ca’ Arnaldi.

Quello che stiamo vedendo nella nostra residenza noi professionisti della cura è una vicinanza che trova modi diversi di esprimersi e risvegliare emozioni. Inoltre, vediamo che non sono solo i bambini e ragazzi a inviarci i loro messaggi d’affetto, ma anche le loro famiglie che si sentono coinvolte e partecipano attivamente per farci sentire la loro vicinanza: tutto ciò ci porta a dire che davvero questo tempo di separazione tra gli individui ci invita a trovare nuove modalità per essere vicini andando oltre lo spazio fisico e scoprendoci accanto gli uni agli altri sul piano emotivo.

Grazie per aver letto queste righe che vogliono esprimere gratitudine a chi ritiene importante avere un pensiero speciale per chi vive nelle RSA, soprattutto in questo periodo, quindi un grande grazie anche a tutti voi!

Un caro saluto
Paola Benetti.


Un piccolo esempio dei messaggi che ci arrivano e che scaldano il cuore a tutti noi.

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