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«CURA LENTA»: anziani liberi di fare o “non fare” in RSA come a casa. Il libro che presenta una filosofia di cura che rispetta il tempo della persona.

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Anziani liberi e felici in RSA: si può fare.

Si può vivere felici in una struttura residenziale per anziani? Prima di rispondere a questa domanda chiediamoci cosa facciamo nelle nostre vite per sentirci bene. Ogni giorno ci svegliamo, puntando la sveglia all’ora che reputiamo sia utile rispetto ai nostri impegni, affrontiamo incontri, svolgiamo attività, deliberiamo e decidiamo le nostre priorità. In una parola, ci autodeterminiamo, e questo è l’elemento essenziale che contribuisce a renderci individui liberi e anche, presumibilmente, felici.
Nelle nostre RSA poter esprimere una preferenza non è sempre concesso: ci sono routine, programmi, minutaggi e attività ben scandite nell’arco della giornata. Non è possibile puntare una sveglia all’ora che si vuole, mangiare quando si ha fame, fare attività educative, riabilitative o animative quando (e se) se ne ha voglia.

Il tempo è scandito, organizzato e funzionale. Ma funzionale a chi? Non certo ai nostri anziani, quanto piuttosto all’organizzazione. Ecco che la domanda se si può essere felici in RSA trova una risposta. Peccato non sia quella che avremmo voluto e nemmeno quella per cui abbiamo lottato durante le nostre battaglie culturali.

Come operatori della cura – qualunque sia il nostro ruolo – e come persone possiamo cambiare filosofia di lavoro, tornando a occuparci del benessere degli anziani di oggi e degli anziani che saremo.
La filosofia Curalenta®, che qui vi presentiamo, propone un cambiamento dell’approccio di cura basato sul sovvertimento degli schemi temporali. Non più gli schemi del passato, ma non più nemmeno gli schemi.
Curalenta® si fonda sul principio che il rispetto della persona passi essenzialmente sul rispetto del suo tempo.

Curalenta® vuole ridare alle persone che vivono in struttura il diritto non scritto a prendersela comoda, il diritto alla preferenza, al dire “no” senza essere incalzati o sollecitati. Curalenta® crede – e ne ha le evidenze – che gli anziani più padroni della propria vita siano anche più felici e più fiduciosi.

Un libro per ritrovare un nuovo tempo in RSA
Di questa filosofia di cura se ne parla nel nuovo libro per i tipi di Editrice Dapero: «Cura Lenta. Un nuovo tempo per la demenza e l’assistenza in RSA» di Fabrizio Cavanna e Paola Borio, uscito il 20 maggio.

Il libro nasce con l’intento di ispirare le organizzazioni sociosanitarie a un cambiamento radicale del loro modo di assistere, ad “azzerare tutto pur nel più totale rispetto delle tempistiche, personale, turni, protocolli ASL.” [Cura Lenta p. 85]

Gli autori e ideatori di Curalenta®, Fabrizio Cavanna e Paola Borio, hanno studiato, sperimentato quello che non è un nuovo “metodo”, o un nuovo “protocollo”, ma una vera e propria “filosofia di cura”. Pratica, dettagliata, ricca, saldamente concreta come sono concreti i bisogni che hanno le organizzazioni.

«Curalenta® fa leva su un’idea di gestire in modo lento e personalizzato i tempi dell’assistenza e della cura. I programmi che escono da questo nuovo modo di pensare saranno calibrati sulla singola struttura e sul singolo nucleo e quindi non saranno replicabili e riadattabili a un’altra RSA». [Cura Lenta p. 85].

A chi è rivolto?

Curalenta® è una sfida per i gestori delle strutture e per i dirigenti. Adatto soprattutto a quelli più innovatori, visionari, a coloro che non hanno paura del cambiamento, che sanno mettere da parte il “si è sempre fatto così”. Cura Lenta è un libro per chi ha a cuore una missione: rendere questo paese all’altezza dei vecchi che ci sono e che ci saranno. Ecco, se sei un direttore che si rispecchia nel bisogno di innovare, se sei un professionista che si accorge dei limiti dell’assistenza in RSA è importante che tu conosca l’approccio.

La premessa culturale per un cambiamento assistenziale in RSA.

Alla base della filosofia Curalenta® non c’è solo la voglia di portare un tocco di felicità all’interno delle strutture c’è la proposta di un cambiamento di orizzonte dei nostri approcci di cura a cui corrisponde un mutamento di sguardo sull’anzianità.

L’idea alla base – da sempre sostenuta da Editrice Dapero – è che l’invecchiamento abbia bisogno di occhi più positivi, più delicati. Il desiderio è quello di “svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni” – come recita una famosa canzone – per cui invecchiare sia perdere, ammalarsi, non poter essere felici. Al suo opposto vorremmo introdurre la vecchiaia come un processo, come una fase evolutiva della persona durante la quale, al mutare di certe condizioni fisiche e psicologiche, mutano anche le risorse in gioco.

La prima presentazione del libro
Cura Lenta è stato presentato il 20 maggio h 17.30 su piattaforma zoom e in diretta Facebook dalla pagina della Casa Editrice. Hanno partecipato Fabrizio Cavanna, Paola Borio (autori), Giulia Dapero e Adriana Tidona (Editrice Dapero), Sergio Bariani (Gruppo Gheron), Michele Assandri (ANASTE Piemonte).

Ringraziamenti
Il libro Cura Lenta è realizzato anche grazie al prezioso lavoro di supervisione grafica di Renato Dapero, fondatore della casa Editrice Dapero, che ci ha lasciati prematuramente. Vogliamo ricordarlo e ringraziarlo per essersi speso per il nostro settore fino all’ultimo giorno e per averci lasciato un’eredità culturale vastissima.

Grazie Renato

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