Happy Hour con Letizia Espanoli e la Casa di Riposo Apollo di Putignano – Una Facebook live mercoledì 16 settembre h 18

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??? ???? ?? ???????? insieme a Letizia Espanoli e la «Casa di Riposo Apollo scs» di Putignano (BA).

Un happy hour di racconto e riflessioni… Scopriremo come il libro ??? ??’?????????????? ??? ???? (L. Espanoli, ed. Dapero 2020) possa essere utile per i professionisti della struttura di Putignano che hanno vissuto una singolarissima esperienza di lockdown che ci racconteranno in diretta.
Sarà inoltre un momento per mettere insieme esperienza, teoria e suggerimenti pratici per capire come affrontare con coraggio questo periodo difficile che le RSA italiane stanno attraversando.

Ci saranno: Letizia Espanoli (autrice e ideatrice del Sente-mente® modello), l’editore (Editrice Dapero), Libera De Carlo (resp. di struttura), Domenico Valentini (resp. sanitario), Domenico Cofano (economo).

La live sarà trasmessa dalla pagina Facebook della Casa di riposo Apollo: https://www.facebook.com/casadiriposoapollo

Per info: info@editricedapero.it // 392 5794898

«Mantieni il tocco! Il Mondo Snoezelen per il benessere dei sensi oltre le distanze». Webinar gratuito – mercoledì 9 settembre h 14.30

L’evento online di mercoledì 9 settembre (h 14.30 – 15.30) ha come scopo l’approfondimento in termini teorici e pratici dello Snoezelen come approccio che, se inserito nei processi di cura, porta all’innalzamento della qualità di vita degli anziani e dei professionisti, aiuta a elaborare lo stress accumulato dal sacrificio umano derivato dalla pandemia Covid-19, rinforza la relazione di aiuto e il benessere psico-fisico della persona anziana e del caregiver, privilegiando il canale dei sensi.
Il Mondo Snoezelen è uno spazio di stimolazione di benessere a 360°, un approccio in grado di far bene anche all’organizzazione del servizio.

Lo scopriamo insieme agli esperti di Focòs Argento, Giorgia Monetti (psicologa, amministratrice di HR Care), Marta Zerbinati (psicologa, amministratrice di HR Care e autrice del libro «L’approccio Snoezelen per la persona con demenza» (Ed. Dapero 2019), Marina Turci (medico geriatra e autrice del libro «L’approccio Snoezelen per la persona con demenza».

Lettura consigliata:

Piattaforma: ZOOM
Iscrizione gratuita attraverso la compilazione del form.
Domande? Scrivici su info@editricedapero.it o chiamaci al (+39) 392 57948898.

«La mia fragilità è la mia forza»: la nuova pubblicazione a marchio Lead in uscita il 7 settembre

Maurizio Beggiato

Per i tipi di Edizioni Lead, una novità che esce ufficialmente il 7 settembre: «La mia fragilità è la mia forza. Il vero successo inizia quando mostriamo ciò che realmente siamo» di Maurizio Beggiato.

Un libro che è un viaggio nell’interiorità, un cammino alla riscoperta di sé, delle proprie debolezze e dei propri punti di forza.
Maurizio Beggiato ci racconta la sua storia, a partire dalla perdita prematura del padre, passando per la sua giovinezza, per i suoi primi incontri importanti e per le prime esperienze di adulto. Ma mentre ci racconta la sua storia ci stimola a intraprendere un cammino parallelo: il nostro.


Dietro ogni risvolto della narrazione troviamo la possibilità di ripercorrere la nostra storia, il nostro passato (quello felice e quello doloroso). E trovandoci faccia a faccia con le nostre debolezze ci sentiamo sfidati a riprendere in mano il nostro equilibrio interiore, ricevendo suggerimenti su come trasformare quelli che credevamo i nostri punti deboli in cifre di successo e forza.
Una piccola Recerche du temps perdu dei nostri giorni dove ognuno può recuperare i molti frammenti di sé e ripensare il proprio futuro con occhi meno impauriti e più pronti ad affrontare le sorprese della vita.

Il libro verrà presentato nella stessa data di uscita durante un incontro online di lunedì 7 settembre, h 17.30 in presenza dell’autore e dell’editore.
Piattaforma: Zoom
Clicca qui per iscriverti all’evento del 7.
Nuovo appuntamento di presentazione: giovedì 10 settembre h 21.00 – 22.00.
Questo il link per iscriversi all’evento del 10.

Curioso di leggere il libro?
Approfitta dello sconto prevendita fino al 6 settembre! Qui il link utile: https://www.rivistacura.it/editricedapero/prodotto/la-mia-fragilita-e-la-mia-forza/
Hai domande? Scrivici su info@editricedapero.it o chiamaci al (+39) 392 5794898.

Il libro per fronteggiare il lutto: quattro domande agli autori di «Non sono più io»

Elisa Mencacci, Adalberto Bordin e Valentina Busato, autori di «Non sono più io. Come fronteggiare l’interminabile lutto nella demenza» (Editrice Dapero 2020) rispondono a quattro curiosità su uno dei tabù culturali più difficili da scalfire: il fine vita e il lutto. Temi urgenti e delicati che gli autori trattano con competenza per sostenere tutti noi nella comprensione ed elaborazione delle perdite, soprattutto se assistiamo persone nelle ultime fasi della vita.

Da dove nasce l’idea di questo libro?

Il volume Non sono più io nasce dall’esperienza di due psicologhe e un geriatra legati da una sfida comune: riuscire a superare vecchie idee e antichi tabù sull’invecchiamento. L’intento è allargare la prospettiva sul mondo degli anziani senza la paura di addentrarsi nelle zone più oscure rappresentate da pensieri di finitudine e di limite, attraverso forme di sofferenza difficilmente «categorizzabili» in altri schemi predefiniti. Le narrazioni raccolte in anni di assistenza alle famiglie con anziani e con persone con demenza raccontano di pezzi «rubati, perduti, dispersi… pezzi di sé, della propria storia e della propria identità» che irrimediabilmente se ne vanno. Si tocca con mano qualcosa di unico e spesso di indecifrabile nell’anziano e nella famiglia che assiste.

L’idea del libro nasce dal cercare di decifrare questa complessità di reazioni, emozioni, vissuti e dal tentativo di «affrontare l’indicibile» dando un nome, trovando le parole per descriverlo e per renderlo un po’ meno spaventoso.

Ciò da cui si è partiti e l’obiettivo ultimo è dare voce a chi è più fragile, a chi combatte battaglie silenziose e cambiamenti radicali. La necessità degli autori è quella di andare oltre alla morte, di sdoganare l’idea di lutto come spazio unicamente associabile all’esito finale, di ben definito e rivolto solo a categorie specifiche di intervento.

Qua si propone invece con forza il concetto di lutto come un insieme di molteplici dimensioni che toccano la vita di ognuno a partire dalla percezione di una perdita, reale ma anche simbolica, di una parte di sé e della propria vita relazionale.

Libro Non sono più io

Il lutto nella demenza vuole essere inoltre un riferimento teorico e operativo essenziale per aiutare coloro che vivono e assistono: l’idea di un percorso nel tempo, a partire dalla diagnosi e fino a tutte le tappe che ne segnano le inevitabili perdite e il tempo che rimane.


A chi è rivolto?
l libro di rivolge a tutti coloro che si sono ritrovati ad assistere un anziano, accompagnandolo nel lungo percorso di vita, naturale o di malattia. Il testo è indicato ai professionisti che, operando a diverso titolo nell’area anziani, desiderano approfondire alcuni aspetti legati alla dimensione del lutto e dell’accompagnamento alla fine della vita. In modo particolare è rivolto a quelle professioni d’aiuto che hanno il compito di addentrarsi nei meandri delle emozioni e delle complesse relazioni tra gli anziani e le famiglie: psicologi, assistenti sociali, educatori, coordinatori, ma anche infermieri e operatori assistenziali che possano assistere in strutture residenziali o centri diurni.
Il testo fornisce chiavi di lettura e consigli pratici anche per tutti coloro che seguono a domicilio anziani e persone con demenza: assistenti privati, operatori domiciliari, volontari ma anche gli stessi familiari, grazie ad un linguaggio semplice e facilmente comprensibile.

Perché c’è bisogno di affrontare la tematica del lutto?
Il bisogno nasce dalla necessità di dare una forma a ciò che si vive, spesso con paura, confusione, incertezza, quando la malattia e la morte sopraggiungono. Pensare alle perdite e all’avvicinarsi della fine crea inevitabilmente un senso di distacco, pesantezza, indecifrabilità e smarrimento.
È necessario conoscere le conseguenze delle perdite irreversibili che si verificano in queste situazioni, sia nell’invecchiamento «nella norma», sia in quello «patologico». Sono perdite reciproche che interessano sia l’assistito sia chi assiste.

  A ogni perdita segue un lutto come inevitabile conseguenza dolorosa. Sono lutti particolari perché prevedibili, precoci, lenti, continui, progressivi, inarrestabili e a volte immodificabili nel tempo. Se non si conoscono, non solo non si affrontano in maniera adeguata, ma la loro presenza non elaborata e complicata, può impedire un’adeguata attività assistenziale e produrre grande sofferenza (Introduzione p.14).


Assistere un anziano con demenza comporta un percorso di perdite progressive e di ferite, spesso invisibili ai familiari, ma in grado di lasciare cicatrici indelebili se non riconosciute adeguatamente. Pensiamo pertanto che addentrarsi in questi oscuri e tortuosi sentieri della vita possa essere un primo passo importante per chi assistiamo, per un nostro caro, per noi stessi: saper riconoscere per poter gestire con maggior competenza ciò che non potrà più essere uguale a prima.

A partire da questo, crediamo che poter acquisire strategie relative alla gestione del lutto possa divenire un bagaglio prezioso per far fronte al lungo e tortuoso percorso di cura e di vita, cercando modalità più funzionali per sopravvivere al dolore e alle sfide dell’esistenza.

Qual’è il messaggio positivo di questo testo?
La cosa più sorprendente del lavorare a tu per tu con il lutto è quella di toccare con forza aspetti assolutamente «vitali» e «umani» che offrono nuove incredibili possibilità. A partire dal riconoscere che provare dolore è qualcosa di assolutamente normale e addirittura utile.
Il volume fornisce una lettura positiva della persona, anziano o caregiver, come individuo ancora in grado di essere resiliente, anche nella situazione di lutto e di perdita, mostrando capacità e risorse per poter far fronte alle sfide della vita.
Il concetto chiave è la capacità di resilienza in grado di favorire un buon adattamento anche a situazioni stressanti o particolarmente difficili per la persona, come ad esempio una grave malattia. Pertanto, gli autori vogliono valorizzare le numerose risorse e le strategie utili nel gestire le emozioni, illustrando per ogni tappa del percorso i suggerimenti più utili, ciò che è ancora possibile fare per fronteggiare le perdite della demenza e il lutto che ne consegue.
La sfida della malattia e della morte è assunta non solo come limite ma soprattutto come opportunità per ridisegnare un significato alle mappe simboliche e relazionali che mantengono unite le persone, che danno senso al vivere.

Il messaggio ultimo del volume è quello di ricordare a tutti noi che si può trovare un nuovo senso anche nell’ineluttabile, permettendo un sentire nuovo e fiducioso. Fiducioso perché si è finalmente in grado di dargli un nome, un contorno, una sua – seppur assurda – normalità. La normalità è quella di essere uomini e donne capaci di vivere nonostante la perdita, capaci di trovare dignità anche nel morire, o sollievo nella ferita, sapendo di non essere mai realmente soli.

Vuoi scoprire il libro? Clicca qui.
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Quattro chiacchiere con l’autrice di «Per un’organizzazione che cura» – live online il 29 luglio h 17.30

Evento online su ZOOM organizzato in collaborazione con Villaggio Amico di Gerenzano (VA): «Quattro chiacchiere con…», mercoledì 29 luglio h 17.30 -18.30.
Dialogheremo con Letizia Espanoli, autrice del libro «Per un’organizzazione che cura» per una live su ZOOM dedicata a tutti i professionisti dell’assistenza anziano.
Il topic della giornata sarà: «cultura della trascuratezza» vs «cultura della cura». Ci chiederemo quali suggerimenti dare alle organizzazioni sociosanitarie per orientarle a uscire dal periodo post pandemia. Parleremo di come rafforzare la cultura dell’organizzazione e di come mantenere un approccio assistenziale umano e dignitoso per i nostri anziani.

All’evento interverranno Letizia Espanoli, autrice del libro e ideatrice del Sente-mente® modello, l’editore (Editrice Dapero) e Marina Indino (Direttore Generale Villaggio Amico).

L’evento è gratuito previa iscrizione (clicca qui per compilare il form). Una volta compilato si ricevono le credenziali per accedere all’aula virtuale su ZOOM).

Scopri il libro: https://www.rivistacura.it/editricedapero/prodotto/per-unorganizzazione-che-cura/
Hai domande? Scrivici su info@editricedapero.it o chiamaci al (+39) 392 5794898.
Scopri la locandina.
Scopri la promozione sul libro attiva ancora fino al 29 luglio.

Il manuale che non c’era. Quattro domande alle autrici di «E ora che faccio?»

Valentina Busato, Chiara Cecchinato e Sara Girardello, autrici di E ora che faccio? Attività da svolgere con l’anziano in RSA o a domicilio (Editrice Dapero 2020) rispondono a quattro curiosità sul libro che sta spopolando nel mondo dei professionisti impegnati nella relazione di aiuto con anziani fragili.

Già dall’uscita questo libro ha saputo subito porsi ai lettori come una risorsa preziosa: è diventata la guida pratica che ha trovato un posto speciale fra le librerie e le scrivanie di tutti coloro che assistono gli anziani e che si trovano in empasse nello svolgimento di attività insieme a loro. Il libro offre suggerimenti pratici mentre insegna a guardare alle attività non come un passatempo, ma come occasioni di relazione insieme alla persona, nelle quali la si sostiene nel mantenimento delle sue risorse.

E ora che faccio? Libro

Da dove è nata l’idea di scrivere questo libro?
Sono anni che lavoriamo con gli anziani ed è emersa la necessità di offrire sempre maggiori stimoli. Senza dimenticare che è difficile sia per il professionista sia per il familiare inventare e proporre continuamente nuove attività, diverse dalle precedenti, nell’ottica di una riabilitazione capace di produrre effetti positivi non solo sulla cognitività ma anche sull’affettività, offrendo benessere e fornendo l’occasione di allacciare relazioni umane significative. Abbiamo voluto, quindi, dare vita a uno strumento che soddisfacesse in primo luogo queste grandi necessità e aiutare chi vive una realtà quotidiana professionale o affettiva colma di problematiche da affrontare e di domande da formulare, un aiuto concreto. Una sorta di vademecum semplice, completo e moderno da consultare quando e dove si vuole.

A chi è utile?
Il libro è ideato per i professionisti della relazione d’aiuto come educatori professionali, pedagogisti , assistenti sociali, animatori, psicologici. E, grazie alla semplicità della formulazione e alla chiarezza delle istruzioni, il volume può essere utilizzato anche da caregiver che quotidianamente si occupano di anziani.

In cosa si distingue dal resto della letteratura e quali innovazioni presenta?
Dalla semplicità del linguaggio e dall’essere estremamente pratico. All’interno vi sono interventi di stimolazione cognitiva, affettiva, relazionale, ludico-ricreativa, oltre ad interventi innovativi quali il metodo M.I.M.A. (training ad ispirazione montessoriana ) così come la musicoterapia e attività canore che possono essere svolte sia dai professionisti sia dai caregiver a domicilio. Da sottolineare poi l’importanza delle scale e delle schede di valutazione degli interventi al suo interno.

Perché questo libro dovrebbe essere sempre presente nella scrivania di lavoro in struttura?
Possedere questo manuale significa, per il professionista della relazione d’aiuto, avere tra le proprie mani un alleato prezioso, utile ad affrontare al meglio le giornate di vita con l’anziano. Un libro di facile consultazione, con al suo interno così tante attività da non stancare mai né l’anziano né il professionista che le propone. 

Come lo definisce il dottor Ruggeri, autore della prefazione:

questo libro merita di «essere lasciato a vista, sulla scrivania di lavoro, per poterlo consultare nella quotidianità»

Sei interessato al libro? Scoprilo qui.

Vuoi guardare il booktrailer? Clicca qui.

«Ripensare le RSA. Verso una nuova qualità di CURA» – WEBINAR GRATUITO – 16 Luglio h 17.30

Nell’ultima fase della pandemia, la rivista CURA offre un webinar per ripartire insieme, con coraggio, determinazione e consapevolezza.
Il webinar sarà condotto da Renato Dapero (Direttore Editoriale di CURA) con lo stile dei talk show televisivi e sarà l’occasione per analizzare problemi già esistenti da tempo, ma esplosi particolarmente col COVID-19. Saranno intervistati alcuni esperti del settore per comprendere che cosa è accaduto in questi mesi alle RSA e per tracciare linee di futuri migliori possibili.

RELATORI OSPITI:

  • Vincenza Scaccabarozzi (Direttore RSA Gesù Maestro, Cinisello Balsamo – MI, Coop. Opera);
  • Franco Iurlaro (Direttore IPAB Luigi Mariutto, Mirano – VE);
  • Sandro Spinsanti (Docente di etica medica e bioetica, direttore dell’Istituto Giano per le medicals humanities e il management in sanità).

    DESTINATARI:
    Direttori in ambito sociosanitario

    PIATTAFORMA:
    Zoom (una volta compilata l’iscrizione riceverai le credenziali per accedere all’aula virtuale)
    Iscrizione al link: https://forms.gle/nCrpuGvvyPhqX61e8
    Segreteria organizzativa: info@editricedapero.it // (+39) 392 5794898.

    LETTURE CONSIGLIATE
    I contenuti dell’evento sono collegati ai temi trattati nel n. 2 di Giugno della rivista CURA, dedicato a ciò che è accaduto al mondo delle RSA in epoca COVID-19. Per saperne di più o per prenotare la tua copia, vai al link: https://editricedapero.it/prodotto/n-2-giugno-2020/

«NON SOLO OSS. Come diventare Operatore per Scelta e Sensibilità». Quattro chiacchiere con l’autore di Lunafasia – 14 luglio h 17.30

Martedì 14 luglio h 17.30 – 18.30.

Un’ora insieme a Luca Lodi, autore di Lunafasia, per parlare di Come diventare Operatori per Scelta e sensibilità.
Non si tratta però di una lezione frontale ma di un’immersione narrativa! Luca Lodi ci presenterà infatti la II edizione limitata di LUNAFASIA, il romanzo fantasy ambientato in RSA che dalla prima edizione del 2019 ha fatto sognare tanti lettori che desideravano un mondo di cura più umano per nostri anziani.

Perché un’edizione speciale e limitata? Per il finale alternativo del racconto che, nell’edizione nuova, è ambientato in «epoca Covid-19».
Ritroviamo Camillo, l’OSS protagonista del racconto, e ritroviamo le sue amorevoli cure per Clotilde, l’anziana afasica e personaggio chiave della storia. Ritroviamo anche la magia della Luna Blu che permette agli anziani di ringiovanire per una notte.
Troviamo però un epilogo diverso, più adatto ai vissuti delle case di riposo in tempo di pandemia e denso della stessa scossa emotiva che ha fatto di Lunafasia un romanzo critico sulle RSA ma «formativo» allo stesso tempo. In questa seconda edizione emergono ancora di più i pregiudizi e gli errori del sistema organizzativo. Solo che stavolta sono narrati in modo delicato e costruttivo, non alla maniera dei «peggiori» titoli dei giornali che gettano una luce ancora più negativa nel mondo delle case di riposo.

OLTRE IL COVID
L’edizione è limitata nel tempo e nella quantità: solo 200 copie disponibili da ora per il pubblico affezionato al mondo dell’assistenza e che hanno lo scopo di accompagnarci verso un periodo di normalità nuova, oltre l’incubo della pandemia.
IL GESTO
I diritti d’autore di Lunafasia II edizione limitata saranno devoluti in beneficienza al mondo delle RSA.
PARTECIPA ALL’INCONTRO SU ZOOM:
Compila questo modulo per iscriverti e fare quattro chiacchierare con noi e Luca Lodi (riceverai una mail di risposta con le credenziali per l’aula virtuale).

Vuoi LA TUA COPIA SPECIALE? Ordinala qui.

Oltre il COVID-19: Prospettive d’innovazione dell’assistenza per le persone anziane

Articolo di Oscar Zanutto – ISRAA, Coordinatore di FABER Fabbrica Europa www.fabbricaeuropa.eu

Gli over 65: target privilegiato del virus
I recenti accadimenti legati a Covid-19 mettono in evidenza una serie di fatti meritevoli della nostra attenzione. Com’è noto dalle cronache le persone anziane sono tra quelle che hanno pagato, sin qui, il prezzo più caro di questa prima fase che ha colpito il paese, l’Europa ed il mondo più in generale. Gli elementi su cui ci soffermeremo rappresentano peraltro una sfida tuttora aperta alla quale conviene prepararsi in relazione alla fase due nonché a quelle che potrebbero verificarsi ciclicamente in futuro sino alla scoperta delle cure adeguate e del vaccino. In primo luogo emerge il dato statistico che vede gli over 65 quale target privilegiato del virus. Vi sono poi due elementi che caratterizzano tale fascia di popolazione:
l’Istat mette in luce come tra gli ultra settantacinquenni vi è un’alta percentuale di individui che non hanno né parenti né amici in caso di bisogno: sono quasi il 40%, con circa il 12% che può rivolgersi solo a un vicino di casa.
La maggior parte dei decessi 42.2% si è avuta nella fascia di età tra 80 e 89 anni, mentre 32.4% erano tra 70 e 79, 8.4% tra 60 e 69, 2.8% tra 50 e 59 e 14.1% sopra i 90 anni. Complessivamente, il 15.5% del campione presentava 0 o 1 patologie, il 18.3% presentava 2 patologie e il 67.2% presentava 3 o più patologie. La comorbidità più rappresentata è l’ipertensione (presente nel 74,6% del campione), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e dal diabete mellito (33,8%). “Anche se preliminari, questi dati confermano le osservazioni fatte fino a questo momento nel resto del mondo sulle caratteristiche principali dei pazienti – commenta il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro -, in particolare sul fatto che gli anziani e le persone con patologie preesistenti sono più a rischio. Si tratta di persone molto fragili, che spesso vivono a stretto contatto e che dobbiamo proteggere il più possibile”

  • circa il 70% dell’impegno dei professionisti sociosanitari insieme a quello economico è stato assorbito da tale gruppo dei concittadini.


Invecchiamento della popolazione: una sfida ormai improrogabile
Naturalmente se sommiamo a questi dati il fenomeno per il quale la maggior parte dei decessi dovuti a Covid-19 sono avvenuti perlopiù all’interno delle residenze protette per gli anziani, emerge in modo evidente e ineludibile la sfida sociale della quale la nostra società si trova a dover prendere coscienza: la centralità dell’invecchiamento della popolazione non più come elemento retorico e lontano da noi ma nei fatti cogente, centrale e improrogabile. Si tratta ora di organizzare una risposta complessiva a tale quadro di fragilità e di bisogno, mobilitando alcune risorse concretamente spendibili unitamente a delle soluzioni sostenibili dai sistemi di welfare.
La risposta possibile L’idea forte, già introdotta in altri paesi europei, negli Stati Uniti e in Giappone, è sintetizzabile in una parola chiave: remotizzazione del supporto e delle cure. Ovvero è necessario organizzare l’intorno sociale della persona fragile, frequentemente sola, consentendone l’immediato, agevole e diretto accesso alla comunicazione e alla supervisione dello stato di salute da parte dei familiari e dei servizi facendo sì che ella possa contattarli con il minimo sforzo e la massima accessibilità. In tal senso le sperimentazioni trasformatesi in servizi ordinariamente attivi, in taluni paesi, hanno visto la trasformazione dell’erogatore pubblico di servizi assistenziali in un aggregatore e facilitatore di relazioni capace di coinvolgere i familiari, gli amici, il volontariato e l’insieme dei servizi sociosanitari pubblici e privati attorno ad un unico protagonista: la persona anziana. Insieme al fruitore dei servizi si tratta di disegnare i percorsi di comunicazione e di accesso al suo stato di salute compatibili con le volontà e disponibilità e dei livelli di privacy che la persona intende perseguire.
In concreto, quali azioni mettere in campo? Sul piano metodologico si tratta di combinare due filosofie organizzative con grande flessibilità: quella gerarchico funzionale, che risponde alle logiche di programmazione, erogazione e controllo note, con modelli auto-organizzati in modo contestualizzato e personalizzato sulla base delle condizioni complessive della persona e del suo livello di competenze digitali. Vi sono alcuni requisiti indispensabili da soddisfare affinché ciò possa realizzarsi con successo e con grande miglioramento della qualità della vita indipendente delle persone anziane e dei costi umani organizzativi del sistema sociosanitario. Nello specifico si tratta di:

  • stimolare importanti investimenti pubblici su un vasto numero di cittadini al fine di creare delle condizioni necessarie ma non sufficienti alla produzione di un impatto socio economico rilevante dato dall’innovazione dei modelli di intervento a domicilio
  • fornire le competenze digitali agli anziani, ai familiari e agli operatori del settore sociosanitario accomunati da un’importante Digital Gap oramai non più sostenibile anche in termini di cittadinanza digitale richiesta per interagire con il mondo dei servizi.
  • garantire l’usabilità delle tecnologie: ai player tecnologici viene richiesto di superare i limiti di funzionalità e usabilità manifestati dalla maggior parte dei portali, delle applicazioni e dai device presenti del mercato nati perlopiù in risposta ad un pubblico giovane e tecnologicamente emancipato senza considerare la user-experience di utenti con basse o assenti competenze digitali.
  • coniugare la normativa relativa alla privacy ai bisogni di innovazione: emerge in modo evidente che le limitazioni introdotte dal GDPR 679/2016 hanno pesantemente inciso, rallentato e talvolta ostacolato l’implementazione di reti di solidarietà nelle quali lo scambio delle informazioni circa lo stato di salute delle persone da aiutare e la tempestività dell’intervento richiedono una fluidità comunicativa tra le parti coinvolte.


Per un futuro di vicinanza sociale
Se saremo in grado di mettere in atto, in modo sistemico, tali proposte potremo migliorare sensibilmente la percezione di vicinanza sociale, intervenire in modo pro attivo e tempestivo in soccorso delle persone fragili nella quotidianità anche quando essa dovesse caratterizzarsi da nuove epidemie nel tempo.

Fonti