N° 7 - Settembre 2014


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 Uscire da schemi relazionali obsoleti eaprirsi agli altri.
- Qualunque azione  compiate non ammonterà mai a qualcosa di più di una singolagoccia in un oceano  sconfinato!
-  Ma cos'è l'oceano , se non una moltitudine di gocce?”

Dal Film Cloud Atlas
 
A volte, nel creare organizzazione o nel comunicare, pensiamo diutilizzare strumenti efficaci ma, invece, spesso, per pigrizia o insipienza,continuiamo a rimescolarci in un marasma di strumenti obsoleti che non sono alpasso con i tempi sia per gli aspetti tecnologici sia per il loro rapporto conla società civile, con i nuovi bisogni e le nuove categorie di servizi.
Ma non si tratta solo di pigrizia, c’è anche il senso di sicurezzagarantito a chi non si oppone all’ordinecostituito. Il film Cloud Atlas, da cui è tratta la citazione di apertura, analizzaquesto tema in uno spazio temporale di diversi secoli facendo notare che si trattadi un fattore sempre presente nella storia dell’uomo, un fenomeno che harallentato lo sviluppo culturale e sociale dell’umanità, spesso mantenuta fermanell’ignoranza con la minaccia di gravi rischi per chi cerca di sottrarsi all’andamento“normale” delle cose.
L’approccio sicuro, per pigrizia e paura, è stato sempre preferitonel corso del tempo.
Nell’organizzazione aziendale, ad esempio, si nota che ancoroggi è prevalente una concezione che favorisce lo sviluppo della qualitàattraverso il miglioramento delle tecniche di lavoro con una certa propensionealla divisione dei compiti tra i lavoratori e al rispetto della gerarchia comeelemento di stabilità del sistema. Non tutto è male, ovviamente, in quest’approcciodecisionale ma il risultato è spesso limitato alla massimizzazione dell’efficienza,principale frutto del principio di stabilità.Tuttavia, in un mondoin rapida trasformazione e, per di più, completamente disorientato dalla crisi,quei principi su cui tutti ci siamo basati, non bastano più e frenanoun’imprescindibile esigenza di cambiamento.
Le strutture organizzative devono essere considerate allastregua di organismi viventi e al loro interno devono prevalere concetti direte con flessibilità organizzativa e confini permeabili nella strutturagerarchica. Sarà sempre più necessaria una capacità di coordinarecontemporaneamente differenti strategie gestionali attribuendo un pesodeterminante al management intermedio che opererà tenendo conto della culturaaziendale come elemento legante.
Quanto sopra riguarda tutti quelli che a diverso titoloe nei diversi gradi si occupano di gestione nelle strutture sociosanitarie, mavale anche nelle organizzazioni associative per le quali il paradigmaorganizzativo più diffuso preferisce una struttura decisionale rigida eun’altrettanta rigida divisione dei campi di azione. Attente alla lorospecificità rischiano di non cogliere l’obiettivo di sviluppo della cultura dalquale tutte sarebbero avvantaggiate:
Proteggere l’orticello risponde a gli obiettivi diefficienza e utilizzare gli schemi della burocrazia è più “sicuro”.
È auspicabile l’avvento di una diversa una visione organica perdare risposta ai nuovi bisogni ed evitare il “costo” per il mantenimento inservizio di strumenti operativi obsoleti. Per le associazioni operanti nel sistema sociosanitario stanno peraprirsi stagioni di grande interesse a condizione che riescano ad aprire luoghidi confronto senza sottostare a pregiudiziali negative. È indispensabile l’integrazionetra le professioni di livello diverso e quindi tra le relative associazioni edè auspicabile anche tra le associazioni professionali e quelle datoriali anchese gestiscono rapporti diversi con le istituzioni ecol cliente finale.
Nella progettazione futura i dirigenti diassociazioni devono essere innovativi tenendo conto dei fattori critici disuccesso: flessibilità, integrazione e velocità.
Velocità, perché il futuro non può aspettare! L’investimentoculturale cui dobbiamo tendere non risponde alle esigenze di una sorta dicompetizione per sopravvivere ma deve offrire agli utenti finali servizimigliori o nuovi e agli operatori nuovi spazi di sicurezza economica esoprattutto di riconoscimento sociale e socio-relazionale.“Nell’era dei Social Network non ci sono più targetda aggredire, ma persone da coinvolgere”